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Ansia da prestazione

Problematiche trattate
DISTURBO D’ANSIA DA PRESTAZIONE
    L’ansia da prestazione (o da performance) compare quando la persona deve affrontare situazioni che implicano il raggiungimento di determinati obiettivi in un contesto ambientale; queste specifiche situazioni vengono considerate come ‘prova’ con cui misurarsi per validare un giudizio su se stesso e un giudizio degli altri su di sé.
   Viene sperimentata dalla persona che ha un preciso ideale di perfezione che deve assolutamente rispettare, per cui un minimo allontanamento da questo ideale viene percepito in modo eccessivamente negativo, tale da compromettere completamente l’autostima; solitamente ne è vittima la persona che vive sotto la pressione delle aspettative (proprie o da parte degli altri) molto elevate o troppo severe, infatti, nell’affrontare queste esperienze, ci si aspetta, anzi si prevede un fallimento, per cui i comportamenti e le emozioni che vengono messi in atto sono vissuti in modo inadeguato e innaturale, invece che spontaneo e piacevole, e portano con alta probabilità all’insuccesso.
   Questo conferma la convinzione errata di partenza (profezia che si autodetermina), andando ad innescare un circolo vizioso che genera profondo disagio emotivo, accompagnato da sintomi fisici, ed un possibile ritiro sociale, finalizzato ad evitare il previsto fallimento; l’ansia da prestazione relazionale consiste nella tendenza incontrollabile di cercare di essere accettati, riconosciuti, stimati o ricercati dagli altri, concentrandosi sui propri inevitabili “errori relazionali” e su un confronto con gli altri, sempre fallimentare,ì; essa nasconde la paura di non essere all’altezza, di essere rifiutati e può comparire anche nell’ambito sessuale.
   Nel caso dellansia da prestazione lavorativa, la persona vive uno stato di perenne apprensione in relazione al timore di essere criticato, deriso per qualche errore, di non essere all’altezza della propria mansione, dei colleghi o delle aspettative del datore di lavoro; sono presenti ansia anticipatoria (per questo i sintomi si attenuano il fine settimana e riprendono già la domenica sera o il lunedì), tendenza a rimuginare (ripensare alla giornata di lavoro interpretandola in chiave negativa), sintomi fisici come bocca asciutta, tremori, sudorazione, confusione, e disturbi emotivi quali nervosismo, tristezza, insonnia, con compromissione del clima familiare.
   A volte, tale tipo di ansia può essere correlata ad un colloquio di lavoro, ad una riunione, ad un appuntamento lavorativo, ad un pranzo di lavoro o ad altre occasioni in cui si esige di dimostrare il meglio di sé o di ricevere giudizi positivi, in qualunque ruolo (dipendente, dirigente, manager) lavorativo si trovi la persona; infine, l’ansia elevata di fronte allo scrivere relazioni, articoli, report, documenti, si basa sul principio perfezionistico dell’idea di dover scrivere una comunicazione priva di errori, di alta qualità, coerentemente ben scritta, insomma perfetta.
   Tutti le interrogazioni e gli esami fanno paura, perché in quelle prove si deve dimostrare a sé e ad altri che si è in grado di farcela, l’ansia da prestazione scolastica carica la persona da eccessive paure, soprattutto il timore che dal superamento della prova dipendano sia il percorso di studi e quello lavorativo, sia l’idea negativa che i genitori, i parenti, gli amici avranno di lui sia l’affermazione in campo sociale; le conseguenze saranno confusione, vuoto mentale, timore di essere valutati per la propria intelligenza e le capacità personali, e un risultato finale compromesso (vedi Blocco negli studi).
   Nell’ambito sportivo, relativamente alla performance e al riconoscimento esterno, l’esperienza sarà vissuta in termini di approvazione-crescita dell’autostima o disapprovazione-perdita dell’autostima; l’ansia da prestazione sportiva è il risultato di una carente gestione dell’insieme di pressioni come quella emotiva della competizione, del risultato da raggiungere agli occhi dei familiari, dell’allenatore, del pubblico, e del risultato che rappresenta i frutti del proprio lavoro di allenamento.
 
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