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Disagio legato ad eventi o fasi di vita.

Problematiche trattate
DISAGIO LEGATO AD EVENTI O FASI DI VITA
   Si reagisce agli eventi della vita, che impongono un proprio cambiamento, in modi diversi sia in rapporto alle personali rappresentazioni di quello che di nuovo accade e a come viene percepito e vissuto dal proprio punto di vista sia relativamente alle caratteristiche della fase di vita che si sta attraversando sia in rapporto alle modalità con cui l’evento-cambiamento si è presentato, più queste ultime sono adeguate al sistema di funzionamento della persona meno violente saranno le conseguenti perturbazioni emotive e meno difficile sarà l’adattamento alla nuova realtà.
   Ad ogni cambiamento che la vita ci propone, consegue una perdita (temporanea o persistente) dell’equilibrio basato sulla certezza di alcuni precedenti punti di riferimento pratici e affettivi; le modalità della persona di gestire un cambiamento influenzano le reazioni dei familiari e degli amici la cui risposta in una reciprocità ‘circolare’ funzionerà come facilitatore o come ostacolo all’adattamento della persona al nuovo evento.
   Si fa fatica ad accettare i fatti accaduti (specie se si mantiene la prospettiva del ‘desiderio illuso’ pensando “…non me lo sarei mai aspettato che succedesse a me…”, si prova risentimento verso il fatto che non sarebbe dovuto accadere, e poi rabbia, delusione, calo dell’umore e dell’autostima, irrequietezza, ansia, apatia, colpevolizzazione verso sé o verso gli altri o verso il mondo), si cerca di ancorare la mente al passato per trovare spiegazioni, cause, ciò che si sarebbe potuto fare, ciò che non si è realizzato, ciò che c’era, ciò che non c’è più, oppure si pensa al futuro come ad un’incognita sulle possibilità di nuovi sviluppi, come privo di concretezza, non rassicurante quindi pauroso: l’ansia e l’angoscia del cambiamento cominciano qui, la depressione può colpire per una mancanza di senso tipica del trovarsi nel limbo fra ciò che si è e ciò che non si è ancora.
   La quantità e l’intensità delle reazioni emotive, l’opporsi alla sofferenza, al dolore e alla rabbia inevitabili (invece di lasciarle defluire) sono di ostacolo alla capacità personale di esplorare progressivamente le nuove esperienze che possono ridare un nuovo equilibrio e benessere, specialmente in occasione di eventi che non sono stati decisi dalla persona ma sono stati subìti, come eventi ambientali catastrofici, rottura di un rapporto affettivo, lutto, aborto, malattia grave, invalidità, cambiamento di ruolo o mansioni lavorative, perdita del lavoro, esperienze di umiliazione o di grave pericolo.
   Sono da prendere in considerazione, inoltre, gli eventi cercati e voluti e quelli che rappresentano passaggi delle fasi di vita e del procedere evolutivo del tempo sia per il loro inevitabile carico emotivo a volte ambivalente (ansia, timore, disorientamento, inquietudine, apatia, insicurezza, calo dell’autostima, tensione, depressione e anche entusiasmo, gioia, speranza, serenità, fiducia) e sia per il significato di perdita di uno stato, di difficoltà nell’acquisire uno stato diverso, di un cambiamento di ruolo, di stile di vita, di organizzazione personale e familiare, d’interruzione di un progetto a breve o a lungo termine; sono eventi identificabili come cambiamento di scuola, rottura di un’amicizia, passaggio all’adolescenza, prima relazione sentimentale, prima attività lavorativa, convivenza o matrimonio, gravidanza, parto, nascita dei figli, cambio di residenza, nuovo lavoro, separazione e divorzio, menopausa, pensionamento ed entrata nella terza età.
   Alla capacità di far fronte agli eventi critici e di riorganizzare e dare un nuovo slancio alla propria vita viene dato il nome di resilienza, che non è da considerare una caratteristica acquisita una volta per tutte, ma una capacità mutevole rispetto alle circostanze e al momento di vita della persona; infatti è un processo, un divenire durante il quale - si sviluppano abilità e competenze sulle proprie risorse riconosciute e sull’accettazione delle fragilità, imperfezioni, errori come punti di partenza e sostegno alla stima di sé,- si trova stimolo nei cambiamenti cogliendo gli aspetti positivi e minimizzando i negativi, -si ritrovano obiettivi realistici e passi graduali per il loro raggiungimento, -se necessario si riesce a chiedere aiuto (che non è delega) in presenza di relazioni con persone collaborative rendendo flessibile la tendenza al controllo e al farcela da soli, -si traccia un futuro di cui l’evento critico fa parte senza ipotecarlo.
 
 
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