Ossessività e compulsività - psicologa-parisi-cento-bologna

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Ossessività e compulsività

Problematiche trattate
OSSESSIVITA’, COMPULSIVITA’, TIC                                                                                                                                                                              
  Le ossessioni sono pensieri, credenze o idee ricorrenti che dominano il contenuto mentale; le compulsioni sono azioni (sia agite sia mentali) messe in atto ripetutamente in modo inevitabile ed irrefrenabile seguendo delle regole fisse (rituali).
  Il disturbo ossessivo-compulsivo può essere descritto come il bisogno incoercibile di rassicurarsi, mediante i rituali, sul controllo di ciò che può accadere (rituali propiziatori), di ciò che non si vuole che accada (rituali preventivi), degli effetti di ciò che è accaduto (rituali riparatori); il tentativo di mantenere il controllo su una realtà vissuta come temibile o pericolosa diviene la trappola da cui la persona non riesce più a liberarsi.                                                                                                                                        
  Se si ha un comportamento meticoloso, se sto molto attento a quello che faccio, se controllo che tutto funzioni bene, fino ad un certo punto questo è una grande risorsa, ma può diventare un limite quando ci dedico un po' troppo tempo; se si radicalizza può diventare una vera difficoltà e se persiste diventa un disturbo ossessivo compulsivo.
  Si distinguono cinque tipologie fondamentali di motivazioni che attivano azioni e pensieri ossessivi e compulsivi.
  Una prima motivazione è il dubbio che innesca il bisogno di ragionevoli risposte assolute o rassicuranti ritualizzate, per esempio, in conseguenza della forte ansia del dubbio di essere infettati da una malattia tramite il contatto con un agente esterno oppure del dubbio su ciò che può propiziare che le cose vadano sempre bene si sviluppano i rituali di precise sequenze di frasi o atti come ordinare gli oggetti per colore o dimensione, collocarli in un preciso posizione, toccare un certo numero di volte e altro ancora; l’eccesso di rigidità ideologica nel rispetto di una morale punitiva o di una credenza superstiziosa può motivare a costringersi ripetutamente a rinunciare a qualcosa che piace per resistere alla tentazione.
  Per voler evitare, in modo assoluto, il rischio di sbagliare ci costringeremo ad esasperare i processi di ragionamento razionale, per esempio, quando si devono analizzare tutte le possibilità con un criterio logico estremo per prendere una piccola decisione che rientra nella quotidianità, creando una incapacità di decidere oppure quando si ricontrolla in modo esasperato e a lungo nell’idea di aver sbagliato; inoltre, i comportamenti di sana prevenzione condotti all’estremo, si trasformano in maniacalità fobica: se la casa deve essere il tempio della pulizia, vengono messi in atto lunghi e ripetuti rituali di pulizia o preventivi o riparatori.                                                                   
  Infine, i comportamenti sedativi o ‘immunizzanti’ dell’angoscia conseguente ad un’esperienza traumatica, se si strutturano, si ripresenteranno ogni volta che accade qualcosa che può essere associato al terribile evento.
  Al contrario delle compulsioni, un TIC è un movimento involontario o una emissione sonora, rapido, ricorrente, non ritmico, e stereotipato, viene vissuto come irrefrenabile, ma può essere soppresso per periodi variabili di tempo; tutte le forme di tics sono esacerbate dallo stress e possono attenuarsi durante qualche attività particolarmente coinvolgente; sia i tics motori che quelli vocali possono essere semplici o complessi, sebbene i confini non siano ben definiti.
   I tics motori semplici più comuni sono lo strizzamento degli occhi, lo scuotimento del collo, le scrollate di spalle, le smorfie del viso; i tics vocali semplici più comuni sono il tossire, lo schiarirsi la voce, il borbottare, l’annusare, emettete mugolii.
   I tics motori complessi frequenti sono i movimenti mimici, il toccarsi, il riassettarsi, il colpirsi o percuotersi, il saltare, il toccare, battere od annusare un oggetto; i tics vocali complessi sono spesso il ripetere le parole o frasi fuori del loro contesto, la ripetizione di propri suoni o parole, le ripetizioni di suoni, parole, frasi, rumori appena sentiti.
   La persona che soffre di tics vive intenso disagio, ansia, vergogna, calo dell’umore nelle situazioni sociali o in alcune attività quotidiane; le manifestazioni dei tics presentano variazioni nella gravità, nel perdurare cronico o transitorio, nell’età di esordio, nella compromissione del funzionamento personale, sociale, scolastico, lavorativo.
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