Problemi relazionali di coppia - psicologa-parisi-cento-bologna

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Problemi relazionali di coppia

Problematiche trattate
PROBLEMI DI COPPIA: il conflitto
  La coppia è l’effetto di una sintesi tra le caratteristiche dei due partner nel loro scambio relazionale, è la coincidenza di due egoismi che necessitano di soddisfazione dei singoli bisogni e desideri, è mantenuta nel tempo da adattamenti e modifiche (in uno sforzo continuo e costante di accettazione e tolleranza reciproche ed aggiustamenti delle reciproche aspettative) in corrispondenza dei cambiamenti evolutivi inevitabili per il tempo che scorre e per eventi che accadono.
  Quindi, la coppia è luogo di incontro e scontro tra due differenti individualità che si sono costituite all’interno di culture familiari diverse, è un sistema in continua evoluzione che deve comunque riuscire a mantenere un proprio equilibrio; per esempio, questo già nelle prime fasi della sua composizione come nella fase d’innamoramento in cui si vede nell’altro quello che noi ci mettiamo e, quando questa carica iniziale viene meno, la delusione è inevitabile qualora invece di accettarlo come un processo naturale lo viviamo come prova di distacco e rifiuto, oppure ancora nel caso di una coppia collaudata che attraversa un periodo di eventi di cambiamento: entrambi i partners si trovano a vivere soggettivamente bisogni o disagi importanti e di conseguenza a prestare attenzione egoisticamente più ai propri bisogni che a quelli dell’altro sperimentando chiusura o rabbia se non esprimono o non si confrontano con i loro sentimenti e le reciproche aspettative.
  Con queste premesse, è comprensibile che nella relazione di coppia intervengano spesso momenti di tensione, discussioni e conflitti non distruttivi, infatti non è il conflitto in sé ma è il modo in cui viene gestito e la capacità di affrontare i cambiamenti che caratterizzano la serena stabilità della coppia; in alcune coppie il conflitto si manifesta in modo diretto ed esplicito, in altre viene negato o nascosto.
  Il livello d’intensità dei litigi può variare nella espressione della rabbia che è l’emozione che spaventa maggiormente associata alla perdita di controllo e a un comportamento distruttivo, per questo a volte la collera è mascherata da  comportamenti passivi-aggressivi (come il dimenticare, il rimandare, il fraintendere, l’interpretare a proprio modo il comportamento dell’altro), o da atteggiamenti di virtù assoluta (credersi sempre giusto, corretto, appropriato, ragionevole e implicitamente valutare l’altro sempre ingiusto, irragionevole, falso), o anche da atteggiamenti sempre vittimistici o razionalizzanti; se durante un litigio la rabbia rappresenta l’unico sentimento manifesto e gli altri rimangono nascosti, come la delusione e il dolore, l’altra persona non potrà rispondere in maniera appropriata e innescherà la delusione del primo che finirà per arrabbiarsi ancora di più: nel rapporto di coppia non esiste un vincitore o un vinto, o si perde entrambi o si vince entrambi identificando correttamente insieme l’origine della propria rabbia, valutandone la legittimità arrivando ad un reciproco compromesso.
    La capacità di gestione e di risoluzione del conflitto dei partners è ostacolata: - quando viene posta l’attenzione alle sole parti negative della relazione (sui problemi anziché sulle risorse), - quando si è nella convinzione di prevedere ed interpretare le azioni e i sentimenti dell’altro senza avere un riscontro reale, - quando si generalizza o amplifica quello che di negativo succede (“…tu sei sempre…, tu non sei mai…”), - quando si esprimono definizioni globali (“sei stupido…sei pazza..”) a comportamenti singoli negativi, - quando si valutano le parole e i comportamenti del partner senza sfumature ma per concetti opposti buono-cattivo, giusto-ingiusto, bianco-nero, - quando da un piccolo evento si arriva a conclusioni generalizzate, - quando si pensa di essere il responsabile della crisi, -quando si scarica tutta la responsabilità e la colpa sull’altro che deve essere punito, - quando si rimugina mentalmente e ripetutamente su ciò che non va, innalzando la ‘temperatura’ della rabbia che raggiunta una determinata soglia può solo rompere gli argini ed esplodere verso l’altro, che reagirà con modalità simili.
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