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Psicoterapia breve strategica

Come lavoro
PSICOTERAPIA BREVE STRATEGICA
 
 
“….. è l’arte di risolvere complicati problemi umani mediante soluzioni apparentemente semplici” (Giorgio Nardone)
 
 
  Negli anni, pur soddisfatta del mio lavoro psicoterapico, ho sentito l’esigenza di aiutare le persone ad arrivare ad una risoluzione del loro disagio psicologico in tempi più brevi ed in modo ugualmente efficace e duraturo. Per questo motivo, ho conseguito la seconda specializzazione in PSICOTERAPIA BREVE STRATEGICA, presso il Centro di Terapia Breve Strategica di Arezzo.
 
  Questo modello si basa su alcune premesse teoriche dell’approccio sistemico relazionale ed ha assunto elementi innovativi e di specificità con il contributo dei co-fondatori dott. Paul Watzlawick e del dott. Giorgio Nardone. Negli ultimi anni, si è mantenuta una costante evoluzione dei fondamenti teorici e della prassi operativa e della messa a punto di specifici interventi per specifici problemi, grazie all’esperienza clinica del gruppo di terapeuti ricercatori coordinata dal dott. Giorgio Nardone.
 
  La terapia breve strategica è:  - focalizzata già dalla prima seduta sulla risoluzione del disturbo emotivo della persona: -efficace in quanto non si presentano ricadute nel tempo; - efficiente (tempi brevi) in quanto l’intervento terapeutico ha la durata di qualche mese (entro le 20 sedute);- flessibile, in quanto il terapeuta è pronto a modificare le proprie strategie per adattarle alla tipologia del paziente, del problema e dell’andamento del percorso terapeutico.  
 
  Il concetto operativo fondamentale è quello delle tentate soluzioni, per cui il mantenimento del problema psicologico è favorito dal perseverare di soluzioni, pur fallimentari, della persona e delle persone a lei vicine, soluzioni reputate o le più logiche o migliori, perché già utilizzate per un problema passato ma diverso.
 
  In considerazione di ciò, durante la prima seduta lo psicoterapeuta strategico è interessato a raccogliere informazioni su ‘come funziona’ il problema nel suo persistere, piuttosto sul ‘perché esiste’.
  Attraverso il funzionamento del perdurare del problema s’intravede già il percorso verso la sua risoluzione, piuttosto che soffermarsi sulle cause passate. In questo modo di procedere, il terapeuta guida la persona ad intraprendere un cambiamento di prospettiva del problema. Utilizzando il dialogo strategico (caratterizzato da ristrutturazioni, metafore, manovre suggestive, prescrizioni), viene interrotto il circolo vizioso tra percezioni e tentate soluzioni disfunzionali.

  A questo punto, la persona libera dal sintomo, è stimolata a sperimentare vissuti di nuove percezioni riguardo la situazione problematica (o esperienze emozionali correttive), esse modificheranno le sensazioni. Quest’ultime modificate promuoveranno comportamenti, che a loro volta porteranno differenti cognizioni.
 
  Nel percorso terapeutico, la persona, avendo ‘costruito’ percezioni e modi di pensare alternativi a quelli disfunzionali precedenti, sarà in grado di ‘scoprire’ nuove funzionali modalità di percezione e gestione dei problemi e delle difficoltà.
    L’efficacia, l’efficienza e la flessibilità di questo metodo hanno contribuito a renderlo pienamente risolutivo anche nei contesti di gruppi di lavoro scolastici, professionali, aziendali.  
BOLOGNA - Via Berengario da Carpi n° 9/c ---- CENTO (FE) - Galleria Maestri del Lavoro n° 4 -- Cell. 349 280 9678
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